Dopo una giornata passata al lavoro torno a casa e mi siedo sul divano in compagnia del mio pargoletto  Andrea, Attila per gli amici, visto il suo temperamento. In attesa che la cena sia pronta guardo la tv e come sempre il caro zapping mi porta a sintonizzarmi sul canale 64 “SuperTennis”. Mi piace questo canale, tennis a non finire ma come già detto mi importa relativamente chi sta giocando e se la patita è in diretta o in differita. Mi importa invece sapere dove sono e in primis su che superfice di gioco stanno giocando. Quella sera si trattava di una partita sulla terra rossa e il mio occhio è caduto subito sulla scritta fuori campo che indica chiaramente il luogo in cui si svolge il Torneo. Ecco che il mio cervellino inizia a macinare, i neuroni ancora attivi si scontrano e dalla mia bocca esce questa frase:

Beh, mica ci vorrà un genio per scrivere sulla terra rossa!!! O è una mascherina applicata al terreno con dei chiodi oppure probabilmente la fanno con lo stesso materiale con cui fanno le righe. La voglio anch’io sui miei campi!!!

Maledette tutte quelle volte che mi vengono queste malsane idee, ma non ce la faccio, quella scritta mi ha sfidato e io accetto la sfida!!! E vinca il migliore…

(Marrakech, Marocco)

Domanda: Da dove partiamo? Ovvio da internet.
Ricerca di qua, ricerca di là, non trovo nulla che mi dia un indizio su come la si crea ma capisco da subito che non si tratta né di una mascherina né di una sorta di bricolage fatto con lo stesso materiale di cui sono fatte le righe del campo. E’ ora quindi di fare sul serio.

( particolare del logo Internazionali di Roma)

Dicembre 2016. Mi reco a Torre De’ Picenardi provincia di Cremona, presso la “Terre Davis” con la quale ho in programma una intervista ( di cui parleremo in un altro momento) e in scaletta mi tengo ben sottolineata la domanda relativa a come si crea la scritta. Anna e Rita, le titolari di Terre Davis mi dicono che si tratta di una scritta in gesso ma non essendo direttamente pertinente al loro business non riescono a dirmi di più.
Rimango deluso dalla risposta parziale ma ne faccio tesoro, ho capito che si tratta di qualcosa che va in un qualche modo messa sul terreno: verniciata, posata o spruzzata non si sa.
Marzo 2017. Ho in programma una nuova intervista, questa volta si svolgerà a Roma e proprio all’ interno del campo centrale del Foro italico. Partenza ore 6.10 da Rovigo e arrivo a Roma ore 9.20. Io e Michele giungiamo al Foro Italico e ad aspettarci troviamo una splendida persona Marco Podda, un sardo trapiantato nella capitale, garanzia di lavoro certosino a professionale come pochi in Italia e con alle spalle 31 anni di esperienza ad altissimo livello ( anche in questo caso andremo ad approfondire in altra sede).

(Io e Marco)

Guardando dalle tribune il campo il centrale appena rifatto noto che la scritta “ROMA” non c’è. Siamo arrivati troppo presto e non avrò la possibilità di vedere da vicino come è fatta dal vivo, peccato.

(Campo Centrale appena rifatto, Foro Italico Roma)

Ma il vento sta per cambiare, infatti nel bel mezzo dell’ intervista ripropongo a lui la famigerata domanda relativa la scritta e questo è quello che mi dice: “prima pulisci per bene la superfice da trattare e mi raccomando che sia ben secca, poi prendi dell’ olio di lino che è un aggrappante, lo lasci asciugare per 10/15 minuti e poi ci passi la segnaletica con il gesso o la vernice”.

Bene, ora ho gli elementi da cui partire: olio di lino e il gesso.

Torno a casa galvanizzato dalla mia esperienza romana, Marco mi ha spiegato e fatto vedere tantissime cose, una sorta di corso accelerato per capire com’è il mondo dei campi PRO”,

più il tempo passa e più mi accorgo che anche nel mondo del tennis non giocato nulla è lasciato a caso, non ci si inventa. Una cosa o la sia fare oppure la impari, l’opzione “va bene anche” non è contemplata.

Aprile 2017. Inizia la mia sperimentazione sul campo con l’aiuto del mio compagno di interviste Michele e del mio collega di lavoro Enrico. Ne combiniamo di tutti i colori e a seguire elenchiamo alcuni “esperimenti”:

Dopo aver pulito per bene la superfice da trattare applichiamo l’olio di lino (ho acquistato quello cotto che presumo sia quello giusto dato che l’olio di lino crudo da etichetta asciuga in 24/48 ore), aspettiamo 10/15 minuti e con l’aiuto di una mascherina che faccia da “negativo” per la scritta, proviamo ad aggiungere il gesso. Prima creando una miscela gesso/olio che andremo a spalmare sulla superfice (parte alta della foto sottostante), poi su un altro punto di prova, provando a spolverare del gesso direttamente sulla superfice che però abbiamo nuovamente bagnato altrimenti nulla si sarebbe attaccato (parte bassa della foto sottostante). Il risultato è pietoso. Una schifezza che non merita commenti tranne uno: sicuramente non si fa così.

(in alto miscela di gesso e olio, in basso gesso applicato a secco)

Archiviamo il concetto della miscela e proviamo ad affinare altre due cose: la mascherina anche se fatta artigianale deve essere rigida e deve resistere a contatto con l’olio, il gesso devo spolverarlo non a mano ma con l’aiuto di un colino tipo quando si decorano le torte con lo zucchero a velo. Risultato: migliore dei precedenti da totalmente deludente e alcuni Soci del Club iniziano a ridere sotto i baffi per tutto il tempo che perdo per quella che per loro è una “fesseria”.

(mascherina fai da te, olio di lino e gesso in polvere)

(scritta di prova con gesso in polvere)

5 giorni sono passati dall’inizio delle prove ed è il momento di fermarsi e capire il perché non riusciamo a venirne fuori, riguardiamo il video dell’intervista e ci accorgiamo che Marco parla anche di vernici e puntualizza che la base trattata con l’0lio deve essere ben asciutta. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, la soluzione è davanti i nostri occhi e quindi:

  1. Puliamo per bene l’area che ci interessa;
  2. Applichiamo l’olio di lino come base e lasciamo asciugare per bene (facciamo vari esperimenti con intervalli di asciugatura dai 20 minuti alle 3 ore);
  3. Appoggiamo la mascherina a terra e con dello spray verniciamo il nostro disegno.

Risultato: a livello visivo ottimo lavoro, lo spray a differenza della vernice stesa a pennello non sbava.

(prova con mascherina e colore spray)

(stesura della vernice a pennello con relative sbavature)

Aspettiamo il giorno dopo prima di cantar vittoria e ci ritroviamo un fondo duro come il marmo (caratteristica dovuta all’ olio di lino), il colore rimane lucido e indelebile, un lavoro perfettamente calpestabile e duraturo, che tiene con l’acqua ma che sicuramente durante la stagione dovrà di volta in volta essere “rinfrescato” con una mano di spray. Stiamo parlando di una cosa fatta su terra rossa e non su acciaio o cemento, bisogna tenerlo bene a mente.

A questo punto procediamo alla realizzazione della scritta definitiva che a seguire vi mostriamo sia da asciutta, sia dopo un temporale.

(scritta “PORTO TOLLE”  asciutta)

(scritta “PORTO TOLLE” bagnata)

Tale scritta/disegno, soggetta a logorio del tempo e abrasione da gioco è uno splendido biglietto da visita anche per il più piccolo Circolo di provincia. Prima di concludere il Post quantifico in € 20,00 la spesa per realizzare il tutto in economia. Senza acquistare una mascherina in forex o altro materiale rigido da qualche grafico. Utilizzando dei fogli in A4 su cui ho stampato ciò che mi serviva, successivamente plastificati con una plastificatrice da ufficio e ritagliando i contorni delle lettere con un cutter. Comprando su Amazon l’olio di lino cotto che non ho trovato dal ferramenta di paese dove però ho acquistato la vernice spray.

Il tempo impiegato per ottenere quello che desideravo non lo metto in conto, ve lo regalo io con piacere.

Provate a rendere migliori i vostri campi, si passa anche da queste cose perché si sa: l’occhio vuole la sua parte!!!

Ho vinto la mia battaglia, anzi abbiamo vinto la nostra battaglia!!! Ringrazio mia moglie Elena, Michele ed Enrico per avermi sopportato e aiutato a risolvere questo piccolo enigma, nome in codice: La scritta maledetta!!!

P.S. Agosto 2017. Torno a Roma per un’intervista a Pierluigi Troiani di Vivai Mari, Direttore lavori presso il Foro Italico e parlando ancora con Marco Podda scopro che posso ottenere un risultato ulteriormente migliore con un altro procedimento,ma questa è un’altra storia…per ora preferisco lasciarvi in sospeso.

Se volete saperne di più contattatemi pure, sapete come trovarmi.

Maxsaggia