Quando entriamo in campo e iniziamo a giocare, l’unica cosa che ci importa è che dall’altra parte della rete ci sia il nostro avversario, tutto va in secondo piano e se non ci fosse una campanella o qualcuno che ci faccia presente che l’ora di gioco è finita andremo avanti ad oltranza.

Esistono poi situazioni che per alcuni potrebbero sembrare estreme ma che per gli addetti ai lavori proprio estreme non sono e che possono minare il “compimento” della tanto desiderata ora di tennis, stiamo parlando in questo caso della rottura dell’arganello tendi rete.

Elemento fondamentale la cui manutenzione passa sempre in secondo piano, anzi, come per i lacci delle scarpe la loro rottura è segno di sciagura e io sono il primo a confermare che di vera sciagura si tratta, tanto meglio se non abbiamo elementi di scorta per la loro sostituzione.

Preveniamo quindi queste situazioni contemplandone una manutenzione, anche perché per la legge di Murphy l’arganello si romperà o durante l’incontro più importante della stagione oppure all’inizio dell’ora gioco del Socio più rompipxxxe che ogni Circolo che si rispetti ha tra le sue fila.

Gli arganelli tendi rete solitamente sono in ottone e possono avere varie forme, le più comuni sono a profilo rettangolare o arrotondato, in base ai pali a cui vanno applicate.

Produttori che vendono tale prodotto sicuramente ce ne sono tanti ma personalmente utilizzo quello marchiato FNR ITALY, rapporto qualità prezzo ottimo (previa ricerca su internet prima dell’acquisto) che è inferiore ai 100,00€.

(ARGANELLO TENDI RETE NUOVO FRONTALE)

(ARGANELLO TENDI RETE NUOVO LATERALE 1)

(ARGANELLO TENDI RETE NUOVO LATERALE 2)

Ho imparato a mie spese che la vita media di un arganello dipende tantissimo da come lo si “tratta”. Fondamentalmente ci sono pochi essenziali accorgimenti da adottare per prolungarne la vita e ve li elenco:

  • A inizio stagione ingrassare la parte relativa agli ingranaggi che è soggetta a forte attrito.
  • Controllare settimanalmente a vista che i rivetti che lo ancorano al palo siano tutti intatti altrimenti tirando la rete “lavorerebbe” fuori asse e potrebbe rimanervi letteralmente ‘in mano’.
  • A fine stagione o annualmente ripulire accuratamente per mezzo di una idropulitrice che consiglio per praticità, in alternativa va benissimo qualsiasi mezzo anche uno straccio umido. A seguire provvedere alla sostituzione degli elementi di maggior usura (specie se impiegati in esterno o su superfici in terra rossa e quindi soggetti a tanta acqua), che sono le coppiglie, le rondelle e la vite con dado autobloccante, guardando le foto capirete di cosa sto parlando.

(ELEMENTI SOSTITUTIVI)

Nota a parte la merita la rotella in plastica che permette al cavo di avvolgersi, questa rotella sarà la prima a rovinarsi ed è normale visto che la plastica con l’acciaio non vanno proprio d’accordo e quindi facciamocene una ragione. Però non accorciarne la vita in caso di sostituzione della vite passante, acquistatene una senza filetto lungo l’asse come quella originale e non optare per una semplice vite con dado, la rotella girerà sul suo asse facendo meno attrito.

Durante la fase di pulizia vi accorgerete subito se i “denti” degli ingranaggi sono integri o usurati e quindi smussati, nel secondo caso c’è poco da fare, la vita dell’arganello è giunta quasi alla fine in quando non è possibile sostituirne il pezzo o perlomeno non ne vale economicamente la spesa.

(ARGANELLO TENDI RETE CON INGRANAGGI LOGORI E QUINDI SMUSSATI)

L’arganello è fatto in ottone ed è composto da tre parti, solo l’intervento di un artigiano potrebbe permetterne la sostituzione ma comunque servirebbe una parte di scorta che non viene venduta singolarmente.

Preludio della sua imminente sostituzione è quando girando la manovella per alzare la rete “sentiremo” che un dente salta, cioè non fa presa sulla “vite senza fine” impedendo alla rete di alzarsi come vorremmo noi.

Domanda: quindi quanto mi potrebbe durare un arganello prima di sostituirlo?

Se tenuto bene tranquillamente una decina di anni senza problemi ma attenzione a chi lo usa, se alzo o abbasso una rete devo stare attento a controllare che il cavo al suo interno non si attorcigli in modo errato e cioè creando una specie di groviglio perché sarà tale situazione che sforzerà inutilmente l’arganello. Un cavo della rete non troppo lungo e ben avvolto ci permette di girare la manovella con meno sforzo e agli ingranaggi di “lavorare” nel modo corretto.

Un saluto da Maxsaggia