La stratigrafia

Ecco qua un esempio di stratigrafia del campo in terra rossa. La foto è tratta dal sito https://www.cremoninisrl.it/. Prima di parlare di terra rossa è meglio partire dalla base su cui sarà posata. Un campo da tennis necessita di uno specifico fondo per poter performare nel modo corretto. La stratigrafia che lo compone, partendo dal basso, si suddivide solitamente in tre strati:

  • Vespaio in ghiaione con spessore variabile dai 20 ai 30 cm e granulometria 40 /70 mm;
  • Pietrisco spezzato con spessore indicativo di 5 cm e granulometria 3 /15 mm;
  • Macinato drenante, anche in questo caso con spessore indicativo di 4 cm e con granulometria 0 /15 mm.

Successivamente si andranno ad aggiungere:

  • Sottomanto per almeno 4 cm di spessore;
  • Manto, quanto basta per ricoprire di un velo tutta l’area di gioco. Solitamente non meno di 4 q.li, pari a 16 sacchi da 25 kg.

Quanto sottomanto mi occorrerà?

Partendo dal presupposto che un classico campo da tennis ha le dimensioni di 18×36 m, per ottenere i 4 cm di spessore di terra rossa come da scheda tecnica, dovremo avere a disposizione circa 350/380 q.li di sottomanto. Come arrivo ad ipotizzare questo quantitativo? Con la regola del 12.

La regola del 12

12 sono i kg di sottomanto necessari per alzare di 1 cm la superficie di 1 metro quadrato di campo. Quindi una volta calcolata l’area della superficie da lavorare, che è un 18×36 m, moltiplichiamo il risultato per i 12 kg di sottomanto ed otteniamo la terra che serve per spessorare il campo di 1 cm. Per concludere il calcolo andiamo successivamente a moltiplicare per i 4 cm di spessore che richiede un campo standard. Nella pratica il risultato è 310 q.li (311,04 q.li calcolatrice alla mano), ma a questo punto aggiungo una variabile: la compattazione della terra rossa. Questa infatti, una volta bagnata e pressata, ha la caratteristica di perdere volume dal 15% al 20%. Ciò significa che alla fine dei lavori lo strato definitivo che otterrò, potrebbe variare dai 3,4 cm ai 3,2 cm, che non sono i 4 cm ipotizzati in partenza. Per essere congruo devo quindi aggiungerne altro sottomanto e i 380q.li citati sopra mi permetterebbero di raggiungere tale risultato.

4 cm di sottomanto non pressato

A cosa serve il manto?

Il manto ha:

  • Una funzione estetica;
  • Permette la “scivolata controllata” del giocatore durante le fasi di gioco;
  • Rallenta l’usura precoce del campo;
  • Limita l’evaporazione dell’acqua, mantenendo la superficie di gioco più elastica.

Qual è la differenza tra sottomanto e manto?

Il sottomanto è composto da laterizio tritato con aggiunta di argilla cruda, mentre il manto è solamente laterizio tritato.  Il sottomanto ha quindi caratteristiche “leganti” che il manto non ha. Fondamentalmente basta sapere questo sull’argomento per non confondersi, ma in realtà ci sarebbe molto altro da approfondire.

Come procedere con la posa del sottomanto?

Gli strati del vespaio, pietrisco spezzato e macinato drenante, devono essere opportunamente pressati e livellati per ottenere la planarità di cui si necessità prima di partire con l’aggiunta del sottomanto. Dovrà essere rispettata una pendenza del 0,5% dal centro campo in direzione delle cordonate come da foto presa in prestito ancora una volta dal sito https://www.cremoninisrl.it, per favorire lo scolo delle acque piovane ed evitarne il ristagno sul campo, che comporterebbe un “fermo” del gioco con relativa perdita di denaro. Per ovvi motivi la cordonata perimetrale è obbligatoria, senza di essa la terra si disperderebbe all’esterno dell’area compromettendo l’integrità nel tempo del campo.

G % = Pendenza %

Cordonata perimetrale di contenimento

A questo punto, con l’ausilio di stecche in alluminio a base piatta alte dai 4 ai 5 cm, in base allo spessore che vogliamo ricreare, si vanno a realizzare dei “binari” dentro i quali si andrà a riversare il sottomanto, che successivamente sarà ripianato per mezzo di stagge di alluminio. Il campo che si andrà a formare rispetterà  la naturale pendenza di partenza del fondo. E’ basilare controllare che questa sia ottimale prima di partire con lo spessorare il campo. Il lavoro di stesura del sottomanto va fatto sempre con sottomanto secco. Il sottomanto umido è difficile da stendere ed una volta asciutto crea imperfezioni. Si consiglia di lavorare a pieno sole e comunque compiere l’opera avendo a disposizione giornate di bel tempo. Una eventuale pioggia creerebbe importanti disagi.

La base di partenza deve rispettare le pendenze

I binari realizzati con le guide in alluminio

I frattazzi in legno ed alluminio

Tolte le giude, bagnare il campo

Successivamente aggiungere il sottomanto mancante

La rullatura

La prima rullatura deve essere eseguita dopo aver bagnato per bene tutta la superficie del campo. Bagnarlo per bene significa saturarlo d’acqua e per farlo non bisogna avere fretta. Ci si possono impiegare anche delle ore. Il rullo adatto per questo tipo di lavorazione deve essere di almeno 300 kg, ma con la possibilità di zavorrarlo ed arrivare a 500 kg. Ovviamente meglio, se si tratta di un rullo a motore e non  a mano. Se il cilindro del rullo durante l’avanzata non rimane umido, significa che il campo non è abbastanza bagnato e non si sta lavorando bene. Bisogna quindi fermarsi e ripartire con la canna dell’acqua. Al termine della prima rullata il campo evidenzierà le eventuali zone basse che dovranno essere recuperate aggiungendo altro sottomanto fino al ripristino della planarità.

Rullo elettrico della Greenetiks

Il campo dopo la prima rullatura

Aggiunta di sottomanto nei punti più bassi del campo

Acqua, pressione e sole

Quanto detto è ciò che basta per avere sotto controllo la fase di consolidamento del campo. Il continuo passaggio del rullo va a compattare la terra rossa e l’argilla presente nel sottomanto fa la propria funzione di legante. L’evaporazione dell’umidità in eccesso grazie al sole ed al calore, da come risultato un campo elastico ma stabile. Perché il campo performi in modo ottimale esso necessita di una fase di rodaggio. Solitamente si inizia facendo giocare le scuole tennis o dei semplici palleggiatori. A seguire tutti gli altri.

Manutenzione del campo

E’ fondamentale seguire le classiche regole di manutenzione per un campo in terra rossa se si vuole che questo duri nel tempo. Acqua più volte al giorno tutti i giorni, rullo a bisogno e ripristino delle buche rappresentano l’ABC del manutentore. A seguire, con l’esperienza, si affineranno le tecniche e gli accorgimenti perché il campo renda al massimo con il minimo sforzo. Un passo alla volta ragazzi.

Nota

Il presente documento rappresenta come sempre il mio punto di vista in base alle mie competenze acquisite. Non sono un costruttore ma un manutentore e con questo articolo vado a rispondere a specifici quesiti che mi sono stati posti da Sanket, dall’India e che saluto.