Come già detto in passato, non tutte le ciambelle escono con il buco ragazzi!!!
Il campo oggetto della manutenzione che vedete nel video è una superficie di gioco in erba sintetica, intasata con del sottomanto e che ha solo 1 anno di vita. Il tappeto sintetico è stato posato su una base non rigida, un fondo di ghiaia/pietrisco, e a posa “libera”. Ciò significa che l’unico collante usato e stato quello necessario per unire i vari rotoli di tappeto sintetico tra di loro. Un fondo di questo genere, per quanto venga realizzata alla regola dell’arte, tende naturalmente a “deformarsi” e comunque si porta dietro delle imperfezioni che il campo “riflette”. Come risultato, in questo caso specifico, mi ritrovo sul campo, punti relativamente “alti” e altri “bassi”. Questo è un problema. Se poi intaso l’erba sintetica con del sottomanto, vado ad aggiungere un’altra problematica: la cementificazione accelerata della superficie di gioco, in quanto la terra è ricca di componente argillosa.
RISULTATO: IL CAMPO È SCONNESSO, LA PALLINA RIMBALZA MALE E IN ALCUNI PUNTI SEMBRA DI GIOCARE SULL’ASFALTO.
A questo punto per recuperare il recuperabile si è scelto di togliere quanto possibile, il sottomanto presente e, dopo una lavorazione con la Venus Terrarossa sulle parti cementificate, passare ad aggiungere manto antivento come nuovo intaso, cercando anche di livellare nel miglior modo possibile il campo. La presente rimane una lavorazione palliativa che nel lungo termine non ti risolve il problema che si ha di base, cioè un fondo non idoneo, per lo meno in questo contesto. Una successiva manutenzione costante nel tempo dovrebbe comunque permettere al Gestore di limitare le problematiche e giocare senza troppi mal di testa.
Si poteva optare anche per qualche altro tipo di intervento? Sicuramente sì. Vi faccio 2 esempi:
• Togliere tutto l’intaso e rizavorrare con solo manto antivento e successivamente intervenire sui vari dossi e avvallamenti del campo. Risultato: campo con minor cementificazione ma da tenere sotto controllo.
• Approfittare della cordonata esistente e realizzare un vero campo in terra rossa con uno spessore di almeno 4 cm sopra il campo esistente. Ovviamente servono ulteriori accorgimenti e tra questi è fondamentale “impallinare”, cioè forare la superficie esistente, per garantire il drenaggio verticale del campo nuovo. E qua mi fermo perché questi argomenti non vanno trattati alla leggera ma valutati caso per caso.
Per saperne di più vi lascio il riferimento di Roberto Alt che di queste cose se ne intende https://www.greenetiks.it/
Per info sulla Venus Terrarossa http://www.venus-terrarossa.it/
Ringrazio per la disponibilità Valerio e tutto il suo Staff!!! https://junior-club-terni.business.site