Spesso, nelle lunghe e calde giornate estive, passo il tempo a parlare con gli spettatori e i giocatori stessi, di come si faccia a mantenere in buono stato la superficie di gioco, ma rimango sempre stupefatto nel sentire che non si sono mai domandati che cos’è veramente la “terra rossa”.

Rispondendo loro con un sorriso che si tratta di semplici “mattoni tritati”, li vedo spiazzati e non di poco.

Se poi inizio a spiegare che dietro c’è un mondo affascinante ai più sconosciuto, allora mi dicono di non tenerli sulle spine e di sputare il rospo.

Oggi ho voglia di spiegarlo anche a te e per farlo bastano 5 minuti di lettura, forse qualche aneddoto non è preciso al 100% ma tranquillo che se ne parlo le “fonti” sono quelle che “contano”.

Punto di partenza

Il gioco del tennis “moderno”, così come lo intendiamo adesso, nasce in inghilterra e viene praticato su una superficie in erba vera e propria. Nella sua naturale evoluzione si è passati a praticarlo sulla terra rossa  (Europa), sulla terra verde (America), sul cemento, sul sintetico, su superfici ibride e chi più ne ha più ne metta.

Perchè proprio la terra rossa?

  • Costa relativamente poco visto che si ottiene dalla triturazione di mattoni;
  • E’ un materiale che si lavora facilmente e dà come risultato superfici durature nel tempo;
  • Confort di gioco difficilmente replicabile;
  • Con della buona volontà, i campi possono essere ripristinati autonomamente senza l’ausilio di Ditte esterne.

Il campo in terra rossa scalda sempre i cuori

Qual’è la differenza tra il sottomanto e il manto?

Sostanzialmente è una questione di granulometria e argille. Il sottomanto ha  una “grana” più grossa rispetto al manto finale e viene arricchito con delle polveri di argilla per tenere “unito” il prodotto realizzato, che una volta posato e bagnato creerà la cosidetta “terra battuta”. Il manto invece ha una “grana” molto fine tipo borotalco e lo si usa per abbellire il campo  e renderlo leggermente meno “grezzo”, creando conseguentemente la classica patina utile per la “scivolata controllata” tanto amata dai “terraioli”.

A sinistra il sottomanto, a destra il manto. La componente ferrosa delle argille dà il tipico colore rosso alla terra

Dove si compra?

I Produttori di alto livello in Italia sono molti, ma io ve ne cito solo 6 in ordine alfabetico:

Ho lavorato con le terre rosse di almeno 3 di questi produttori e sperimentato/visionato il materiale di 4/5 fornitori minori con prodotti a marchio proprio. A prima vista le terre potrebbero sembrare tutte uguali ma non è proprio così. La qualità la si vede sul campo finito e su come questo si comporta durante la stagione. Drena? Si “cementifica”? Ha un colore insolito? Si sfalda? Le risposte a queste domante te le ritroverai letteralmente di fronte agli occhi con il passare del tempo, basta aspettare.

E tu Max cosa usi?

Io personalmente utilizzo i prodotti di Terre Davis di cui ho sono innamorato. Ciò non significa che le altre terre siano “inferiori”, anzi,  ma solamente che io ne riconosco un alto valore e ti spiego il perchè:

  • Il manto lo producono sbriciolanto mattoni di odierna produzione come fanno tutte le altre Aziende.
  • Come materia prima per il sottomanto, invece, utilizzano mattoni derivanti da demolizione di cascinali lombardi risalenti al massimo al primi del ‘900:

la nostra materia prima migliore va da fine ‘700 alla fine dell’ ‘800. Non utilizziamo demolizioni più “giovani” in quanto dai primi del ‘900 l’edilizia ha iniziato ad usare il cemento.

Anna Garavelli

Questi mattoni venivano realizzati con le argille provenienti dalle cave che si trovavano lungo il corso dei locali fiumi, pressati a mano e successivamente cotti in fornaci la cui temperatura difficilmente superava gli 800 gradi centigradi. A questo punto, recuperando e riciclando quello stesso mattone, otterniamo come risultato un prodotto a cui non si deve aggiungere null’altro. E’ perfetto così com’è.

a sinistra un mattone “artigianale” dell ‘800, a destra un mattone “industriale” dei giorni nostri

I laterizi realizzati con procedura “industriale”, invece, prevedono una pressatura meccanica unita a temperature di cottura elevata, la fornace può infatti raggiungere i 1100 gradi centigradi. La differenza nei due prodotti sta nel fatto che il mattone “artigianale”, in fase di frantumazione dà come risultato meno polveri e quindi un prodotto notevolmente drenante. Non sto ora ad entrare troppo nei tecnicismi (stiamo parlando della cosidetta curva granulometrica), ma nella pratica è come se il campo fosse una mega spugna che respira attraverso tantissimi buchetti (vedi foto in basso). Se ho un’alta presenza di polveri nel prodotto che uso, queste, convogliate dall’acqua verso il basso, con il passare del tempo mi “tapperanno” i buchi e il campo diventerà via via meno performante, ci metterà più tempo ad asciugare o a drenare, in pratica si comporterà come una superficie cementificata!!!

Il sottomanto Terre Davis è quindi estremamente indicato per mantenere i campi ad altissimo livello nel tempo.

La porosità della superficie di gioco, sezione di sottomanto

  • La Certificazione Ambientale e la Certificazione ITF (International Tennis Federation) sia sul prodotto che sul campo che ne deriva, sono un biglietto da visita da non trascurare in fase di acquisto. Sapere cosa si compra e perchè la si paga un determinato prezzo deve essere la prima cosa su cui ragionare quando si mettono le mani al portafoglio. Tutelare la salute e la qualità di gioco dei nostri Soci/clienti non è più un optional.

Come sempre un salutone da Max Saggia