Il tempo passa per tutti e aimè anche i loghi o le scritte che abbiamo “fissato” sulla terra rossa con la mitica procedura “carpita” dai maestri romani ne subiscono le conseguenze.
Ma di quali conseguenze sto parlando? In primis il distacco vero e proprio della parte trattata con l’olio di lino, di fatto “cementificata”, rispetto al campo di gioco. Succede solitamente durante i mesi invernali quando la terra subisce le classiche dilatazioni dovute al freddo, all’acqua, ecc, ecc.
Però tale cosa non succede o succede più raramente se il campo viene coperto da una pressostruttura o se ci troviamo geograficamente dal centro Italia in giù per ovvi motivi climatici.
A questo punto la domanda nasce spontanea: in primavera posso riutilizzare la scritta/logo esistente “rinfrescandola” con una passata di spray oppure il colore tende a sfogliare e mi ritrovo con un pugno di mosche in mano?
Nel video trovi la risposta che vuoi sentirti dire: la base è perfettamente riutilizzabile, non necessita di altro olio di lino, che a mio avviso penetrerà solamente nei punti dove non c’è più colore, ma solamente di una passatina di vernice. Ovvio, l’usura del campo si fa sentire anche su di lei, vedi eventuali crepe, ma non ci ha tradito e può continuare a rappresentanci anche per una nuova stagione.
P.S. Alcuni Circoli le stanno realizzando, altri tentennano per paura di fare cavolate. Opinione mia? osate!!!