Mamma mia che devastazione!!!😨😨😨
Nell’ultima settimana di luglio siamo stati “vittime” di un violento nubifragio che ha allagato l’intero centro sportivo. Dopo aver provveduto a mettere in sicurezza le varie strutture ci siamo dedicati ai nostri campi in terra rossa.
Quello che mi sono trovato davanti lo puoi vedere con i tuoi occhi.
Arrabbiarsi non risolve la situazione, bisogna provvedere a recuperare i campi e per farlo si passa ancora una volta dalla sperimentazione e molto olio di gomito.
Riconoscere in modo così palese la “crosta” che può formarsi sulla superficie di gioco durante la stagione, lo spessore di terra ormai refrattaria all’acqua e quindi fonte di mille problemi, è stata una bella sorpresa. Valutarne lo spessore e fare ragionamenti in merito, mi ha arricchito e non poco. Ribadisco che l’uso di macchinari tipo (li cito in ordine alfabetico): la Arcut 2.0 https://www.greenetiks.it/arcut-2-0-manutenzione_campi_tennis/ oppure la Venus terra rossa http://www.venus-terrarossa.it/ a questo punto è la cosa migliore da fare in alternativa allo sfiancante lavoro manuale. Entrambe le macchine devo ancora testare in prima persona ma online ci sono video che dimostrano come lavorano e il risultato che riescono ad ottenere. A noi comunque serve un campo che “respiri”, il come lo lascio alla vostra libera interpretazione.
Riuscirò a venirne fuori anche da questa situazione? Vedremo, divertiamoci a farlo…