Sottotitolo: vorresti realizzare una superficie nuova ma non sai quale scegliere? Non ragionare di “pancia” ma concediti 5 minuti e leggiti queste poche righe…

La foto di copertina serve per “addolcire” da subito un argomento all’apparenza complesso, che nasconde risposte in realtà semplici. Quando si va su un tema del genere ci si divide in fazioni già da subito, ed il bello è che tutti pensano di avere la ragione assoluta. Terra rossa o sintetico? Terra evoluta o cemento? La mia risposta definitiva, frutto di anni di “battibecchi” tra amici e “pellegrinaggi” in giro per l’Italia è: DIPENDE!!!
Non ti sto prendendo in giro, ma a bocce ferme ho finalmente trovato la quadratura del cerchio ed il bello è che ognuno il cerchio lo deve far quadrare a modo suo.

Next Gen Arena ad inizio cantiere, ogni anno lo si ricostruisce da zero

I PUNTI DI VISTA CONTANO
Per iniziare a ragionare sull’argomento, più di ogni altra cosa è fondamentale capire chi sei tu e chi è eventualmente colui con cui ti stai confrontando. Siete dei giocatori? Siete dei gestori? Siete dei proprietari? Oppure si parla in via teorica come discussione accademica? Ti dimostro come questo approccio del “chi sei” ti porterà a cambiare radicalmente la risposta al tema.

Il giocatore

Terra rossa, fascino assoluto. Stepanek-Djokovic, correva l’anno 2008, prima mia presenza al Foro Italico

Come giocatore cerchi una superficie di gioco congeniale alle tue attitudini sportive, su cui ti diverti e che riesca a valorizzare al meglio il tuo gioco. Tecnica, atletismo, tattica fanno parte in proporzione variabile del tuo “bagaglio” di sportivo, ma un campo indigesto le può “limitare”. Va da se che è meglio evitare di dover gareggiare contro due avversari quando uno puoi averlo come alleato. Tutto qui. Se chiedi a te stesso qual’è la superficie di gioco che preferisci, ti risponderai semplicemente menzionando quella su cui ha vinto di più e quindi avuto maggiori benefici.

Il gestore

La manutenzione dei campi, una nota dolente che si ripete nel tempo

Nella veste di gestore invece vedi il campo come mezzo di attrazione sportiva, di guadagno economico, soggetto a spese di conduzione e molto altro ancora. Per te conta sicuramente il grado di soddisfazione del “giocatore cliente”, ma la realtà passa anche nel far quadrare i conti dovuti alla manutenzione quotidiana e straordinaria dei campi. La prospettiva è quindi cambiata radicalmente rispetto a quanto scritto prima. Se hai economie limitate cercherai come soluzione un campo che ti costi “poco” e che richieda manutenzione minima.

Stiamo sempre bene attenti comunque a spendere “poco”, perché anche la qualità ha un costo e risparmiare in partenza vuol dire spendere male da subito.

Il proprietario

Restyling da erba sintetica a sintetico, Tennis Club Chioggia (foto gentilmente concessa)

In veste di proprietario degli impianti, nella fase di progettazione dovresti tener conto della situazione ambientale in cui andrai ad operare.
Se ad esempio il vento è spesso presente perchè sei ubicato sulla costa, meglio ragionare da subito su questo handicap. Se i campi saranno all’ombra gran parte della giornata, dovranno essere fatte valutazioni in merito. Se costruisci all’interno di una pineta dovrai tener conto delle radici degli alberi, delle foglie/aghi da togliere tutti i giorni. Per farla breve dovresti custumizzare i tuoi campi in base a quei fattori che incidono 365 volte l’anno sull’andamento dell’attività e non far finta di nulla e realizzare “qualcosa” a seguito di un capriccio o di una scelta azzardata.

Il “resto del mondo”

Sei cintura nera di “chiacchere da bar”? Dar fiato alla bocca rimane fuorviante e ti crea solo altra confusione di cui non hai bisogno. Facciamo così, la prima birra la pago io ma per piacere cambia discorso. Il calcio va sempre bene all’ora dell’aperitivo, manteniamo le vecchie abitudini 🙂 .

PRIMA O DOPO TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

Un campo abbandonato al proprio destino…

Oggi spesso ci ritroviamo con realtà sportive molto difficili da portare avanti con i tempi che corrono e la colpa spesso trova la sua origine nella mancanza di valutazioni, direi banali, non fatte da parte di Amministrazioni Comunali o Circoli con Direttivi “Brancaleone”. Dove sta scritto che ogni paese deve avere per forza un campo in terra rossa su cui poter giocare? Hai per caso visto quanti campi da tennis abbandonati ci sono in giro? Non sarebbe bastata forse una superficie in sintetico per continuare a tenere aperta l’Associazione sportiva?

Ragazzi, i tempi sono cambiati, come pure il modo di costruire e gestire impianti sportivi!!!

FATTI CONSIGLIARE DAI PROFESSIONISTI

Basta informarsi, i mezzi per farlo ci sono e le informazioni utili sono alla portata di tutti. Le Aziende pronte a rispondere ai più disparati quesiti per riprogettare/ammodernare gli impianti sono molte e spesso sono vere eccellenze italiane. Ho avuto il piacere di interagire con qualch’una di queste e sono lì che aspettano solamente di essere messe alla prova, ma se tu non sai cosa vuoi dal tuo Circolo conta fino a dieci, meglio prima un momento di riflessione obbligatorio. Anni fa pensavo che i Circoli di “serie A” rispetto ai Circoli di “serie B” fossero quelli più grandi, i più blasonati, i “più tutto” insomma.

Ora invece il paradigma è cambiato, i Circoli di “serie A” sono quelli SOSTENIBILI sotto tutti i punti di vista, da quello economico a quello ambientale, dal rapporto con i Soci alla pianificazione gestionale.

CONCLUSIONE

Max e Tennis Club Porto Tolle 1998-2018, vent’anni insieme tra sacrifici e soddisfazioni

FAI QUADRARE IL TUO CERCHIO in base a quello che hai a disposizione e in base a quello che effettivamente puoi cambiare, perchè IL MIGLIOR CAMPO NON ESISTE, ma allo stesso tempo potrebbe essere il tuo e adesso puoi deciderlo più serenamente!!!

Un saluto da Max Saggia