Settembre per molti Circoli è mese di bilanci per la stagione estiva agli sgoccioli e di programmazione per la stagione invernale alle porte. C’è chi si ripromette di migliorare qualcosa per l’anno sucessivo e chi ha la fortuna di poter coprire i campi per l’inverno e non andare in “letargo” con le attività, situazione classica per chi sta nel nord Italia. Ultimamente mi è capitato, con estremo piacere, di poter dare una mano con alcune “dritte” e un po’ di olio di gomito ad un Club. Il quesito postomi ad inizio Agosto era il seguente:

Se noi volessimo dare una sistematina ai campi per affrontare la stagione invernale indoor, per poi arrivare a Marzo e rifarli completamente come ci consiglieresti di procedere?

La mia risposta, che è figlia di tutto ciò che ho sperimentato e visto in giro in questi anni, è stata la seguente: “Non esiste un solo modo per far le cose, dipende effettivamente da che risultato volete ottenere. Una sistematina può consistere in una semplice aggiunta di sottomanto nei punti del campo che reputate pessimi, spianando le ondulazioni presenti, oppure essere più invasivi ed in economia rifare completamente una superficie di gioco che è giunta a fine stagione estiva completamente compromessa per l’inverno. Quindi dipende…”

(questo campo ha dato tutto quello che poteva offrire)

Nella pratica stiamo parlando del secondo caso (vedi foto sopra), quello peggiore da affrontare se il Circolo non è preparato. Essere preparati non significa essere volonterosi, avere a disposizione forza lavoro e una buona dose di determinazione. Significa invece capire per tempo che certi lavori vanno eseguiti e non rimandati. Significa investire soldi nei mezzi indispensabili per avere una certa autonomia di gestione. Significa investire tempo nella formazione di chi si occupa dei campi, sperimentando, anche a rischio di fare dei “malanni”, che però saranno sempre risolvibili, basta aver pazienza.

Pazienza ed una buona dose di lungimiranza sono requisiti che si formano con il tempo. Dicono che l’esperienza sia il nome che noi diamo ai nostri errori. Frase perfetta per capire che sbagliare fa parte del percorso che qualsiasi Associazione sportiva deve intraprendere e saper accettare.

Rispondo ai miei interlocutori: “Ragazzi, carta e penna che proviamo a fare due ragionamenti insieme”:

  1. Quanta terra rossa avete a disposizione?
  2. Avete una ‘Venus Terrarossa’ oppure una macchina per fresare il campo? oppure intendete ‘tagliarlo’ con un rastrello o la vanga?
  3. Avete un rullo a motore?
  4. Disponete di comunissime cariole, rastelli, badili, frattazzi, martelli, ecc., ecc.?
  5. Per bagnare il campo come siamo messi?
  6. Di quanta forza lavoro disponete?
  7. Qualcuno di voi ha mai messo le mani su un campo?
  8. Sapete quanto tempo impiegherete a concludere il lavoro che intendete intraprendere?
  9. Tutta stà fiera quanto vi costerà?
  10. Ne varrà la pena?

Chi sta ascoltando rimane ammutolito. Uno dei Consiglieri del Club prende fiato e sdramatizza: “E che sarà mai!!! tu sei dei nostri?”

Riposta mia: “Oggi io sono quello del punto 7, ma un domani se non fate tesoro di quello che vi dirò e di quello che vedrete quando lavoreremo insieme, allora tutto sarà inutile. Ripartirete sempre dallo stesso punto, cioè da zero.”

Bada ben che guardare quello che faccio non è tratto dal “manuale della giovane marmotta manutentrice dei campi da tennis”, ma serve per farvi un’idea di come procedere, poi ognuno fa come meglio crede.

Passiamo ora in rassegna i 10 punti per capirne l’importanza:

(la protagonista indiscussa, la terra rossa)

  • Quanta terra rossa avete a disposizione? Mai toccare un campo senza avere a disposizione un quantitativo minimo di sottomanto e manto finale. Per quantitativo minimo nel nostro caso si intende almeno 1 bancale e mezzo di sottomanto e mezzo bancale di manto finale. Un bancale di solito è composto da 70 sacchi e ogni sacco pesa 25 kg. Se dovete far “compere” ricordatevi che spesso la spesa per il trasporto è indipendente dal carico, quindi vi consiglio di farvi due conti sul miglior rapporto bancali/trasporto. Di solito 7/8 bancali per un pieno carico, 14/16 bancali se con rimorchio. Chiedete espressamente l’importo riferito al materiale e l’importo relativo il trasporto, cosi vi fate un’idea chiara.

(salvavita indispensabile, la Venus Terrarossa)

  • Avete una “Venus Terrarossa” oppure una macchina per fresare il campo? oppure intendete ‘tagliarlo’ con un rastrello o la vanga? La Venus, marchio commerciale della Ditta Paoloni Onelio & Figlio s.n.c., è una splendida macchina studiata appositamente per polverizzare la superficie di gioco senza troppi patemi da parte di chi la usa, infatti ha la caratteristica di dare come risultato una terra sbriciolata e pronta da spianare. Personalmente uso spesso un motocoltivatore “Goldoni”, sconsigliatissima se non si ha dimestichezza con il mezzo. Fresa il campo ma in modo grossolano e spesso con un’altezza di taglio non omogeneo, con le difficolta di ripristino dei livelli che ben immaginate. Come risultato di fresatura non avremo terra polverizzata, ma piccoli lotti da rompere, con relativa perdita di tempo e seccature. Se usassimo rastrelli o badili beh… si potrebbe ottenere un buon risultato ma lo sconsiglio per la vostra salute (sto parlando esclusivamente della rottura della crosta del campo ovviamente e non per le rifiniture).
  • Avete un rullo a motore? Mettere le mani su un campo e usare un rullo a mano sarebbe come tentare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua. Senza rullo non ci deve minimamente sfiorare l’idea di  iniziare il lavoro. Personalmente utilizzo una “ZAGRO” del 1997, comprata usata. A vuoto (i cilindri del rullo si possono riempire di acqua) pesa 380 kg, piena pesa 530 kg. Risultato garantito.

(i nostri alleati)

  • Disponete di comunissime cariole, rastelli, badili, frattazzi, martelli, ecc., ecc.? Avere a disposizione le attrezzature più comuni, tenute in condizioni decenti non è così scontato, ve lo garantisco. Sinceratevi che non manchi nulla perchè anche una cariola in meno del previsto farà la differenza.
  • Per bagnare il campo come siamo messi? Spesso neppure ci si pensa che con poca acqua impieghiamo molto tempo a bagnare in modo ottimale un campo prima della rullatura. Se bagni poco, rulli per niente, forse fai anche dei danni. Con poca acqua, il tempo che impieghi a bagnare una parte del campo è infinito. Bagnarlo tutto in modo omogeneo è una impresa e intanto gli operai aspettano…tutto tempo perso quindi. Facciamo il possibile per risolvere questo eventuale problema anche perchè per ogni rullata il campo va abbondantemente bagnato e se prendiamo in considerazione almeno una dozzina di rullate per compattare in modo ottimale, ci impiegheremo un’eternità.
  • Di quanta forza lavoro disponete? Se chi “dirige” i lavori è una persona sola, allora 2/3 aiutanti sono il numero perfetto. Più persone creerebbero confusione e come ben sappiamo troppe teste non vanno d’accordo. Ad ognuno un compito preciso e nessun giro a caso per il campo, c’è già abbastanza adrenalina in gioco quando si fanno questi lavori, soprattutto se a darti una mano sono i Soci del Circolo.
  • Qualcuno di voi ha mai messo le mani su un campo? Max, io.

Per rifare un campo ci sono poche regole ma chiare. Pulizia perimetrale. Fresatura. Sottomanto quanto basta. Pendenze da ripristinare. Rullatura della superficie. Colorante finale. Punto.

  • Sapete quanto tempo impiegherete a concludere il lavoro che intendete intraprendere? Il tempo lo intendo su due distinti piani. Il tempo inteso come “finestra” metereologica profiqua per quello che dobbiamo fare e cioè almeno 3 giorni di sole, altrimenti tutto sarebbe compromesso. Il tempo inteso come ore lavoro per avere il risultato che vogliamo ottenere che in questo caso sono state 60 ore complessive di lavoro, distribuite su tre giorni con 2/3 persone presenti a darmi una mano.
  • Tutta stà fiera quanto vi costerà? Nel migliore dei casi la terra rossa acquistata dovrebbe essere l’unica spesa reale da sostenere. Se inizia a mancare la macchina per fresare/rompere la crosta del campo oppure il rullo compressore allora le cose si complicano, bisogna noleggiare i mezzi. Farseli prestare dai Club che già li possiedono è un’ ottima alternativa ma mi raccomando: fateli usare solamente da persone fidate.

(risultato del fai da te)

  • Ne varrà la pena? La risposta è: “Sicuramente sì!!!”. Avrete iniziato a farvi le “ossa” constatando che non si tratta di manutenzioni impossibili. Da ora in avanti guarderete i vostri campi con un’occhio più critico. Cercerete di salvaguardarli meglio durante la stagione dedicandoci più tempo quando prima chiudevate uno, se non entrambi gli occhi di fronte all’ ennesima buca o a qualsiasi altro problema.

Siamo giunti alla conclusione del post. Sono convinto che i punti, anche se descritti in modo sintetico, siano buoni riferimenti da cui partire. Sicuramente ora avrete ancora tanti dubbi in sospeso ma preferisco affrontare sempre un argomento alla volta.

Vi lascio con alcuni link che potrebbero servirvi:

http://www.venus-terrarossa.it/

http://www.goldoni.it

https://www.terredavis.it/

https://www.tennis-point.it/tegra-zagro-rullo-compressore-motorizzato-a-motore-0517000137900000.html

 

Un saluto da Maxsaggia